Star Wars: una lettura psicologica delle dinamiche famigliari

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Star Wars: una lettura psicologica delle dinamiche famigliari 2016-10-13T18:56:04+00:00

Star Wars: il risveglio della forza (e delle dinamiche famigliari)

Nell’articolo sono presenti SPOILER, se non avete visto i film e non volete rovinarvi alcuni colpi di scena, tornate a leggerlo dopo la visione delle pellicole.

Con l’uscita al cinema del settimo episodio della saga, i riflettori si sono nuovamente accessi sulla galassia lontana lontana che fa da sfondo alle vicende della famiglia Skywalker e dei suoi amici. Infatti, una possibile chiave di lettura psicologica dei film di Guerre Stellari (Star Wars) è quella che vede al centro della scena le dinamiche famigliari di una particolare famiglia, gli Skywalker, le cui vicende si intrecciano con quelle dell’intera galassia. Non intendo fare una diagnosi psicologica dei vari personaggi della saga. Trovo del tutto inutile stabilire se Darth Vader fosse un bambino con un disturbo da iperattività malcurato, o se Yoda avesse un complesso di inferiorità a causa delle sue dimensioni tanto da ripetere “le dimensioni non contano”. Penso invece che Star Wars sia un fenomeno di culto che in quasi 40 anni ha appassionato diverse generazioni di bambini ed adulti. I suoi personaggi iconici, la filosofia della Forza, le sue ambientazioni fantascientifiche, le spade laser, i linguaggi inventati, sono penetrati nell’inconscio collettivo tanto da essere parte di un simbolismo universalmente conosciuto e riconosciuto almeno in quella parte di mondo che ha accesso alla tv ed ad internet. Gli sceneggiatori e registi, anche se a digiuno di psicologia, non potevano essere immuni al contesto in cui sono immersi ed in cui vivono i simboli universali: il giovane eroe ed il vecchio saggio, l’avventuriero, l’angelo caduto, il bene ed il male, le emozioni positive e negative, la libertà e l’oppressione, la vita e la morte, ecc. Star Wars si è nutrito dei miti greci e cristiani, della filosofia orientale, dell’iconografia di figure create dal mondo occidentale e orientale, ha costruito il suo background utilizzando archetipi che sono stati trasformati in chiave moderna. Ad esempio, il samurai si è fuso con l’immagine del monaco, creando l’iconografia del Jedi con tunica/saio e spada laser, metà guerriero, metà religioso; o l’avventuriero, solitamente rappresentato dal cinema western come il cowboy con pistola e cavallo, è diventato il contrabbandiere con blaster ed astronave. Tale è stato l’impatto che Star Wars ha avuto sulla società e sulla cultura pop, da aver non solo dato nuova vita ad antichi miti, ma da averne creati di nuovi. La psicologia che di simboli e di relazioni si occupa, può quindi avere interesse nello studio di questi film e dell’impatto che hanno sul mondo psichico. Allo stesso tempo, se si esce dal pregiudizio spesso legato alle opere di fantascienza e di fantasia, anche lo spettatore più sofisticato può trovare profondità, e quindi interesse, nei temi trattati nei film.

Sono possibili tre livelli di lettura dell’intera saga: un livello sociopolitico, uno famigliare, uno individuale. I film propongono in parallelo i tre livelli e ne mostrano le forme di conflitto ed i movimenti verso il cambiamento siano essi consci o inconsci. Da un lato ripercorrono le vicende del governo galattico e della guerra che vedono contrapposti la democrazia e l’impero, dall’altro il conflitto si fa più famigliare, e raccontano la ribellione di un adolescente contro il potente e famoso padre da cui cerca di emanciparsi; infine il conflitto si fa interiore, l’attenzione è posta sulle differenze tra due modi di vivere: il lato oscuro e quello chiaro, ossia il lasciarsi trasportare dalle emozioni o saperle gestire.  La storia sembra ciclica e ogni generazione rinnega le scelte politiche, famigliari e personali di quella precedente, ma allo stesso tempo pone i semi per essere a sua volta combattuta e superata.

Negli episodi I, II, III assistiamo alla storia di Anakin Skywalker, lo vediamo inizialmente come un bambino vivace e molto dotato che viene allontanato dalla madre ed affidato al suo mentore Obi-Wan che da quel momento in poi costituirà un punto di riferimento genitoriale. Nato per intervento della Forza, un’energia mistica che pervade l’universo, Anakin sembra l’incarnazione del Messia cristiano, ma, al contrario di Cristo, è totalmente privo di padre che sia esso celeste o meno. Questa mancanza, o meglio, la mancanza di una funzione paterna, lo rende diffidente alle regole. Nel corso dei film lo vediamo, infatti, scontrarsi con tutte le regole che gli vengono imposte dal consiglio degli anziani ed essere attratto dalla figura carismatica e potente del senatore Palpatine che lo incita alla ribellione facendo leva sul suo lato più immaturo. Il contrasto con gli insegnamenti di Obi-Wan ed il suo rinnegare l’ imago paterna, lo porterà alla ricerca di maggiore potere per averne abbastanza per salvare dalla morte chi ama. Il suo conflitto diverrà tale da sfidare in un duello mortale il suo mentore e cedere alle sue emozioni diventando il simbolo del male. La sua trasformazione sarà completa: da Messia a Lucifero, l’angelo più splendente rovinosamente caduto; da Anakin a Darth Vader.

Sul piano sociopolitico, in questa trilogia, è narrata la fine di una farraginosa e corrotta Repubblica e l’inizio di uno spietato impero.

 Nel corso degli episodi IV, V, VI seguiamo la storia di Luke Skywalker, figlio di Anakin, e della sua iniziazione come Jedi che coincide con il suo passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Luke non ha mai conosciuto suo padre, ma è stato allevato dallo zio e protetto di nascosto da Obi-Wan, che lo addestrerà nelle arti Jedi ed infine si sacrificherà per rimediare al suo terribile fallimento con il precedente allievo. Scoprirà nel corso dei film il destino di suo padre, ormai trasformato in un mostro mezzo uomo e mezzo macchina. Vader prova più volte a reclutare il figlio per  farlo passare dalla sua parte, ma anche Luke, e qui la storia si ripete con segno opposto, rifiuta di seguire i consigli del padre. Si arriverà ad un combattimento in cui Luke proverà odio e si scatenerà per la paura di perdere i suoi amici in grave difficoltà. Dopo aver provato un assaggio del potere contenuto dal lasciarsi trasportare dalle emozioni, Luke per rinnegare la sua attrazione verso il lato oscuro, e quindi verso quella parte di sé che vede riflessa nella maschera del padre, smette di combatterlo facendo appello alla bontà residua di entrambi.

Sul piano sociopolitico, si assiste al processo inverso rispetto alla precedente storia, è una nuova Repubblica che, sconfiggendo l’Impero, si instaurerà alla conclusione della trilogia,

Infine, in Star Wars VII: il risveglio della forza, l’antagonista dei due eroi, la cui discendenza è ancora ignota, è Kylo Ren, figlio di Han Solo e Leia Skywalker, e quindi nipote di Anakin. Questo personaggio è il più in conflitto con se stesso, il più schiavo delle proprie emozioni alle quali cede spesso e volentieri, il più in bilico tra lato chiaro e lato oscuro, vuole seguire le orme del nonno di cui è un fan e rinnegare gli insegnamenti dello zio Luke che lo ha addestrato. In conflitto tra il lato chiaro e quello oscuro, tra il bene ed il male, tra il controllo emotivo e il cedimento alle passioni, Kylo è una figura tormentata e straziata dai suoi conflitti interiori. Deve dimostrare a se stesso di essere diverso dal padre Han Solo, ma ha paura di non essere all’altezza del suo retaggio, e per questo alla fine lo uccide a tradimento. Ora per lui è possibile proseguire il suo addestramento nel lato oscuro, e simbolicamente crescere e proseguire nella strada che lui ha deciso per sé.

Sul versante sociopolitico, questo film segue la nascita di una nuova forma di totalitarismo, che ricorda sempre più da vicino l’iconografia del regime nazista. Se il ciclo si dovesse ripetere uguale a quelli precedenti, alla fine di questa nuova saga, la repubblica dovrebbe nuovamente essere sconfitta.  

In tutti questi personaggi esistono quindi la capacità di emozionarsi e di provare sentimenti benevoli o malevoli, la differenza tra di loro è come scelgono di farlo; in tutti esiste un sottile equilibrio tra la controdipendenza e la ricerca dell’individuazione. Tutti, in un rito di passaggio che ricorda quello adolescenziale, per diventare uomini devono affrontare il proprio padre, ma al momento solo Luke ha capito che è il proprio padre interiore quello con cui deve confrontarsi.   

I rapporti tra figli e genitori, tra fratelli, tra parenti ed amici fraterni, le dinamiche famigliari, l’attenzione sui propri vissuti interiori e sulla propria capacità di vivere e gestire le proprie emozioni, sono, a mio parere, il collante che tiene lo spettatore vicino ai personaggi che vede sullo schermo, benché essi siano provenienti da un tempo ed un luogo remoto. Questi “alieni” vivono e provano quelle stesse sensazioni e quegli stessi dilemmi che ognuno di noi sperimenta nella propria vita, rendendoli quindi molto meno diversi da noi, l’effetto umanizzazione ricade persino sui droidi, anche questi, infatti, provano emozioni nelle quali è facile rispecchiarsi. Gli effetti speciali, le astronavi, le spade laser, le ambientazioni fantascientifiche, rendono la scena più entusiasmante, più bella da vedere, ma sono il contorno di una saga molto più comune: quella famigliare.

Conclusione

In sintesi quello che con questo breve articolo voglio segnalare è che:

·        La saga può essere letta come una storia sulle dinamiche famigliari

·        Il simbolismo dei film crea una nuova narrazione di antichi miti ed archetipi ed allo stesso tempo ne produce di nuovi. Accattivanti per il grande pubblico, sono anche motivo di interesse per gli studiosi della psiche e di chi si occupa di processi simbolici della realtà.

·        Esiste un triplice livello di lettura del film, quello sociopolitico, quello famigliare e quello personale, in tutti è tre il movimento più evidente è quello ribellione e di differenziazione dallo stato/generazione precedente.

·         I film parlano delle emozioni e della loro difficile gestione, in ognuno è presente il potenziale per usarle o per essere schiavi di esse.