Psicologia dell’emergenza e urgenza nella psicoterapia

/, articoli di psicologia/Psicologia dell’emergenza e urgenza nella psicoterapia
  • psicologia dell'emergenza

Psicologia dell’emergenza e urgenza nella psicoterapia

La psicologia dell’emergenza

Esiste un’intera area di specializzazione dell’intervento psicologico che si occupa di psicologia dell’emergenza e negli ultimi anni siamo stati abituati a vedere gli psicologi accorrere nei luoghi dove era appena avvenuto un terribile incidente, scontri ferroviari, terremoti, attentati. Gli psicologi esperti in questo settore hanno una preparazione specifica nell’interagire con la “macchina dei soccorsi” e nel trattare il trauma nel momento successivo all’evento critico. Rivolgono il loro intervento sia alle vittime primarie della crisi, sia ai loro parenti, sia ai soccorritori. Soprattutto in caso di eventi che coinvolgono intere comunità, il lavoro dello psicologo dell’emergenza coinvolge molti aspetti sociali, di organizzazione e pianificazione degli aiuti, piuttosto che interventi mirati al singolo individuo. Fondamentale area di intervento della psicologia dell’emergenza è quella relativa alla prevenzione dei comportamenti a rischio, alla formazione del personale ed alla comunicazione del rischio. Gli aspetti cognitivi e le emozioni sono di interesse della psicologia ed incidono profondamente sulla percezione di cosa sia rischioso e cosa no, pertanto sembra spesso più sensato correre giù per le scale durante un terremoto piuttosto che stare fermi sotto un tavolo.

L’urgenza della richiesta di intervento in psicoterapia

Fermo restando l’importanza di interventi tempestivi a ridosso di eventi traumatici e l’utilità della psicologia dell’emergenza, cosa ben diversa è invece l’urgenza con la quale si chiede l’aiuto in un contesto di psicoterapia. E’ possibile che si sia creata l’immagine erronea dello psicologo/psicoterapeuta in grado di risolvere immediatamente le più disparate “emergenze psicologiche”.

“Ho un attacco di panico, voglio un appuntamento ADESSO!” “Mi devo sposare tra una settimana e voglio un colloquio ADESSO!” “Mi hanno fatto una proposta di lavoro, ma mi devo trasferire domani, possiamo vederci tra 10 minuti?” “Mi ha lasciato, di nuovo, la ragazza un paio di ore fa e sto male, è libero ADESSO?”

Queste sono solo alcune delle richieste reali che mi sono giunte da persone che non avevo mai conosciuto prima di quel momento, molte delle quali, sebbene io abbia dato loro un appuntamento, non sono mai giunte nel mio studio perché nel frattempo l’attacco di panico era finito, la ragazza lo aveva richiamato, o, in estrema sintesi, l’urgenza era svanita. Il sottotesto, in ognuna di queste richieste, era l’evidente desiderio di non voler lavorare sul proprio vissuto, sui propri conflitti interiori, sulle proprie prospettive di vita, sull’elaborazione del proprio lutto, ma piuttosto il voler ascoltare un perfetto sconosciuto che potesse “spiegar via” i propri dubbi e dolori, che desse il “giusto consiglio”. Capisco perfettamente che questo possa essere attrattivo sia per il richiedente (che si libera della responsabilità di una scelta conflittuale) sia per il terapeuta (che si vede investito di un’importanza vitale e questo solletica il proprio narcisismo). Colludere con questo tipo di richieste è anti terapeutico poiché non avvia alcun processo di accrescimento da parte del cliente, ma al contrario rafforza l’idea di non essere in grado di pensare e decidere. La psicoterapeuta deve avere come fine quello di dare i mezzi per la propria autoeliminazione, di mettere il proprio cliente nelle condizioni di essere consapevole dei propri bisogni e dei propri desideri e dei mezzi a sua disposizione per appagarli. Questo richiede sempre TEMPO e fatica da ambo le parti, e la variabile tempo contrasta terribilmente con l’idea dell’urgenza. Davvero tu prenderesti la decisione di sposarti o meno, di trasferiti o lasciare il lavoro, in base alle parole di una persona che hai visto per 50 minuti?  L’urgenza, l’evento scatenante, può essere la spinta che dà il via ad un percorso, altrimenti è meglio rivolgersi al pronto soccorso che ad uno psicoterapeuta.

Bibliografia

Carli, Paniccia (2003), L’analisi della domanda. Teoria e tecnica dell’intervento in psicologia clinica, Il Mulino, Bologna

By | 2016-10-13T18:04:49+00:00 settembre 13th, 2016|articoli, articoli di psicologia|0 Comments

About the Author:

Psicologo, Psicoterapeuta, esperto in psicodiagnosi, gruppoanalista.Co-direttore del Centro Temenos, lavora a Bari. Negli ultimi anni si è occupato della divulgazione scientifica al grande pubblico dei temi della psicologia e della psicoterapia.

Leave A Comment