Domande Frequenti

/Domande Frequenti
Domande Frequenti 2017-02-21T09:33:18+00:00

Quando riceve?
Tutti i giorni su appuntamento dal lunedi al venerdi dalle 9 alle 20., eventuali esigenze particolari di orario verranno valutate insieme.

Quanto dura una seduta?
Ogni sessione di terapia dura esattamente 50 minuti compresi i saluti e le pratiche burocratiche (pagamento, appuntamento successivo, ecc.). Durante il primo incontro le dedicherò 1 ora, per avere il tempo di organizzare al meglio la gestione delle sedute successive.

Quanto dura un buon percorso terapeutico?
Molto difficile dirlo, dipende non solo dalla gravità della situazione, ma dal tipo di obiettivi che ci si prefigge. Un percorso che miri solo alla rimozione del sintomo è ben diverso da uno che abbia come obiettivo la crescita personale ed il consolidamento della propria personalità. Mentre una consulenza, nella quale ci si rivolge allo psicologo in qualità di esperto ponendo una precisa domanda tecnica (ex: D: È giusto che mio figlio di 13 anni dorma ancora nel letto dei genitori? R: No), ma senza l’intenzione di svolgere un lavoro su di sé, può essere svolta in pochissime sedute, o anche in una sola, in una psicoterapia la durata varia da pochi mesi ad alcuni anni.

Quanto costa?
Il primo colloquio è sempre gratuito, questo perché ritengo utile dare uno spazio in cui sia possibile conoscerci e valutare insieme sia se intraprendere un percorso sia se sentiamo che è per noi possibile lavorare insieme. Fino a poco tempo fa preferivo parlare di persona dell’aspetto economico. Il costo è un importante fattore che determina il setting terapeutico (vi rimando ad un altro articolo in questo sito), ma il mercato pugliese, barese in particolare, è talmente vario che una semplice indicazione di massima, come quella consultabile dal sito dell’ordine nazionale degli psicologi, non è sufficente. Ci sono colleghi che adeguano le proprie tariffe a seconda delle possibilità economiche dei propri clienti, questo secondo il principio che tutti devono avere la sensazione di investire nel proprio percorso di crescita e dare valore alla propria fatica. In quest’ottica, è chiaro che uno studente universitario o un imprenditore non possono dare la stessa valenza, ad esempio, a 100E e di conseguenza se per il primo spendere tale cifra sarebbe un sacrificio che va oltre le proprie possibilità, per il secondo potrebbe essere persino troppo a buon mercato e quindi, per un comune (mal)pensiero locale ” se non pago tanto, non vale tanto ciò che compro”, disinvestire affettivamente, prima ancora che economicamente. C’è però anche il rischio che la tariffa non sia solo il tentativo di impegnare il cliente a prendere seriamente il proprio percorso, ma invece,rifletta degli aspetti narcisisti del terapeuta, che valuta la propria efficacia in base all’incasso del mese. Io ho scelto una diversa strada, una tariffa equa che sia sostenibile da tutti e che sia in linea con una fascia di costo media del mercato barese, che non mi costringa a valutare le potenzialità economiche delle persone che chiedono aiuto, ma soltanto quelle psicologiche. Il costo di una seduta individuale o di coppia è di 60E, una in terapia familiare di 80E, in terapia di gruppo 45E.

Ogni quanto ci dobbiamo vedere?
La frequenza migliore all’inizio del percorso è di 1 volta a settimana. Questo intervallo permette di avere il tempo di riflettere su quanto accaduto nella seduta precedente e nello stesso tempo di avere una continuità di lavoro che difficilmente si ha in altre soluzioni. Altre soluzioni possono essere prese in considerazione, ma fortemente sconsigliate. Proporre un inizio di percorso con una frequenza di 1 volta al mese può risultare solo una perdita di tempo e di soldi, spesso dietro queste richieste si nasconde la paura di avere un reale cambiamento della propria vita. Quando si è verso la fine, durante la fase di consolidamento è possibile diradare gli incontri ad 1 volta ogni 15 giorni, e poi, se necessario 1 volta al mese.

Se arrivo in ritardo cosa succede?
Se l’appuntamento è dalle 16 alle 16,50, durante questo arco di tempo io la aspetterò nello studio. Quello è il suo spazio, in termini di luogo e tempo. I suoi 50 minuti non cominciano dal momento in cui entra, ma dall’ora esatta dell’appuntamento. Il ritardo è spesso un messaggio che ha bisogno di essere decifrato, parlarne in terapia è fondamentale.

E se arrivo in anticipo?
Aspetterà fino all’orario prestabilito, anche il presentarsi durante lo spazio che dedico a qualcun altro è un messaggio che ha bisogno di essere meglio analizzato.

Se quel giorno non posso più venire posso disdire l’appuntamento?
Se mi avviserà almeno due giorni prima cercheremo insieme di trovare un altro spazio all’interno della stessa settimana, altrimenti dovrà comunque pagare il costo della seduta. Come per i ritardi, le assenze sono dei segnali importanti che fanno parte della terapia cosi come le presenze, saranno quindi argomento di indagine nell’arco delle sedute successive.

Quando devo pagare?
Il pagamento dovrà venire a fine di ogni seduta e può essere fatto in contanti o con assegno, non dispongo del servizio bancomat.

La tariffa può cambiare?
Per un anno la sua tariffa rimarrà stabile anche nel caso in cui i costi siano aumentati per i nuovi clienti. In seguito è possibile che io le richieda l’adeguamento alla tariffa in vigore.

Se interrompo potrò tornare in futuro?
Lei può interrompere quando lo desidera, è altamente consigliabile però fare una seduta di chiusura per fare il punto su quanto accaduto in terapia e valutare cosa ci si può portare fuori da questa esperienza.

Quale tecnica usa?
Io svolgo interventi sia di terapia individuale che di gruppo. In entrambi i casi la teoria di riferimento generale è quella della psicologia dinamica (e nello specifico, la gruppoanalisi) che fa capo ad autori come Freud, Jung, Bion, Foulkes, Carli, Di Maria, Montesarchio, Kaes ed altri. Questi nomi probabilmente le diranno molto poco sullo svolgimento della seduta, quello che le è più utile sapere è che pratico una terapia basata sulla parola (terapia verbale o talk therapy), in cui si pone attenzione sia ad aspetti manifesti sia a quelli inconsci del comportamento, non utilizzo farmaci (non sono di mia competenza, ma se ne ha bisogno la indirizzerà verso la figura professionale più idonea), e non faccio interventi di manipolazione sul corpo. Durante le sedute individuali la inviterò a sedersi di fronte a me su una poltrona e a dirmi tutto quello a cui pensa senza censure. Durante le sedute di gruppo ci disporremo in cerchio seduti sulle sedie. E’ possibile, se lo ritengo opportuno, che in entrambe le situazioni le chieda di svolgere degli esercizi usando tecniche derivate dallo psicodramma analitico e se non si dovesse sentire a suo agio non la forzerò a proseguire.