Cosa aspettarsi da una psicoterapia

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Cosa aspettarsi da una psicoterapia 2016-10-13T19:13:30+00:00

La psicoterapia e l’importanza delle aspettative nel chiedere aiuto

Sono molte le aspettative e i dubbi nel momento in cui si decide di chiedere informazioni per intraprendere un percorso di psicoterapia, sia nei confronti della persona alla quale mi rivolgo sia della psicologia come disciplina. Nessuno è privo di idee, seppur vaghe, di ciò di cui ha bisogno e del modo in cui vuole che gli venga dato: c’è chi si immagina di dover apprendere delle tecniche, chi di avere delle risposte, chi di vedersi prescritta qualche ricetta, chi di ricevere conforto ecc. Non solo, nessuno è immune da provare emozioni contrastanti nel momento in cui ammette una propria difficoltà e si sente “costretto” a chiedere aiuto e ad affidarsi ad uno sconosciuto.
Per quanto ci si possa dire che è giusto, che non c’è niente di male, che è una cosa che fanno in molti, che non si verrà giudicati per questo… una voce dentro di noi si ribellerà all’idea di non farcela da soli, e di dover anche pagare emotivamente ed economicamente per questa mancanza.

Questa voce rema contro il cambiamento, ci serve a giustificare ciò che non riusciamo ad accettare nel profondo: che abbiamo bisogno dell’altro e che questo ci fa paura.
Il livello di consapevolezza nell’avere idee a priori nell’incontro con l’altro determina non solo la modalità con la quale mi approccerò e chiederò aiuto, ma anche la possibilità che io riesca davvero ad ottenere ciò di cui ho bisogno.

Se, ad esempio, la voce che non vuole più spendersi emotivamente – perché è stata ferita proprio su quel piano – diventerà troppo forte, ci troveremo a “volere” una relazione fredda, tecnicamente perfetta ma sterile.
Chiederemo, senza averne alcuna consapevolezza, degli interventi “professionali” che non ci coinvolgono e che alla fine non fanno altro che confermare la paura iniziale: non posso contare su nessuno, nessuno è in grado di starmi vicino e di aiutarmi.

Moltissime sono le richieste che arrivano, tramite email, in tal senso: “Salve, ho il problema X, vorrei sapere come lo risolvo. Grazie”.

Queste richieste sono esattamente come le ho riportate, senza un nome, senza un’età, senza alcuna informazione che possa aiutare a fare una ipotesi diagnostica (definire il tipo di disagio) o eziopatologica (cercarne le cause).

Una richiesta puramente teorica presuppone che al problema X ci sia sempre la stessa soluzione Y e che se il professionista non la dà è perché non la sa o, peggio, non la vuole dire per un suo tornaconto personale.
Purtroppo spesso qualsiasi risposta a questo genere di quesiti, che sia teorica, che sia una richiesta di maggiori informazioni o che sia un invito alla riflessione su ciò che si nasconde dietro questa domanda, è destinata a fallire e a confermare l’idea iniziale che era meglio non chiedere proprio niente.

Cosa posso aspettarmi e cosa no

Questo lungo preambolo evidenzia l’esistenza di un gran fraintendimento tra ciò che è lecito aspettarsi e cosa no da una psicoterapia e come questo influenzi il modo in cui chiedo aiuto e mi aspetto di riceverlo.
Non a caso, molti detrattori (avversi, critici) della psicoterapia hanno avuto esperienza diretta di non aver ricevuto aiuto come, quando e quanto ci si aspettava.

Non sto ovviamente riferendomi a quei casi in cui si è oggettivamente di fronte a una mancanza di professionalità e capacità da parte dello psicoterapeuta (esistono livelli diversi di competenza in tutte le professioni) ma a quelli in cui, malgrado queste ci fossero, le aspettative iniziali non sono state confermate.

È frustante – per qualcuno in cerca di aiuto – non essere capito.
Questo genera una ferita in chi già ha un problema che lo affligge. È molto probabile che si riesca trovare gratificante e costruttiva l’esperienza di una psicoterapia e ottenere maggiore beneficio se ci si approccia con idee più chiare.

La lista che segue quindi è pensata – in base alla mia esperienza in studio – per rendere più facile usufruire di un percorso psicoterapeutico. Non pretende di essere esaustiva, ma di essere di aiuto a stabilire una base di comprensione reciproca di partenza.

Posso aspettarmi che:

  • Io sia ascoltato senza preconcetti.
  • Io non sia catalogato e classificato in categorie patologiche.
  • Ci siano dei cambiamenti in me e nella mia vita e possa provare paura di questo.
  • Io possa crescere.
  • Io sappia meglio gestire i miei sintomi e che questi diminuiscano e scompaiano.
  • Aumenti la mia consapevolezza ed io mi conosca meglio.
  • Aumenti la mia autostima.
  • Io possa decidere di fermarmi.
  • Lo psicoterapeuta sia preparato ad affrontare la mia particolare condizione e, se non lo è, mi indichi qualcuno che lo potrebbe essere.
  • Io trovi un sostegno in qualcuno che mi dia i mezzi per poter, in futuro, fare a meno di lui.
  • Sia mantenuta la mia privacy.
  • L’ambiente in cui vengo accolto sia confortevole e protetto dalle intrusioni esterne.
  • Io possa provare ed esprimere sia i sentimenti e le emozioni positive sia quelle negative, comprese quelle verso lo psicoterapeuta.
  • Sia rispettata l’etica deontologica.
  • Lo psicoterapeuta non dia giudizi morali.

Non posso aspettarmi che:

  • Lo psicoterapeuta prenda le decisioni al posto mio e mi dica cosa fare.
  • L’aiuto sia dato in tempi ristretti e prestabiliti.
  • Io possa chiedere aiuto per conto terzi che non vogliono essere aiutati (mio padre, mia madre, mio fratello, mia moglie ecc.).
  • Il sintomo sia senza significato e che l’unica cosa da fare sia sopprimerlo.
  • Ci sia una risposta prestabilita per ogni sintomo.
  • Lo psicoterapeuta sia onnipotente ed onnisciente, non gli è concesso sbagliare o non sapere.
    Legge nella mente. Deve essere sempre comprensivo. Ha la sfera di cristallo e la bacchetta magica.
  • Posso non parlare, non riflettere, non pensare, è l’altro che lo deve fare al posto mio.
    Lo pago per questo!
  • Lo psicoterapeuta sia l’amico che ho perso, il padre che non ho avuto, l’amante che vorrei, e che per questo ci sia un rapporto fuori dalla terapia.
  • La psicoterapia sia una chiacchierata e non un impegno serio.