Test psicologici a cosa servono?

I test psicologici servono a quantificare e rendere oggetto di analisi statistica le funzioni della mente ed il comportamento.
Memoria a breve e lungo termine, attenzione, concentrazione, resilienza, capacità di astrazione, capacità di giudizio ecc. Sono solo alcuni degli oggetti di ricerca nei test psicologici.
I test psicologici indagano molti aspetti dell’individuo, ad esempio le sue capacità, le sue ambizioni, i suoi punti forza e le sue debolezze. Vengono utilizzati, in questo senso, come strumento di selezione del personale. Un ulteriore uso è quello di certificazione in ambito forense. Possono rispondere alla domanda “è in grado di intendere e volere?”
Alcune grande istituzioni usano i test psicologici per fare una sommaria selezione, cercano di identificare persone con problemi mentali all’interno di un grande gruppo. Chiunque abbia fatto la visita di leva militare ha avuto modo di imbattersi in uno dei più famosi test l’ MMPI. L’esercito lo usa per creare velocemente (l’analisi viene fatta tramite un software) dei profili di personalità e segnalare alcune vistose differenze rispetto ad un profilo statistico considerato “normale”. Normale sta ad indicare la “norma” (media) statistica.
Infine, nella pratica clinica i test psicologici sono uno strumento fondamentale per formulare una diagnosi. Questa orienta la propria prassi terapeutica ed individuare le risorse e gli ostacoli che influenzeranno il percorso del proprio assistito.
Lo psicologo clinico e lo psicoterapeuta sono interessati nel capire quali meccanismi di difesa siano principalmente utilizzati, quanto minacciose siano le dinamiche inconsce, quali risorse siano utilizzate, ad esempio, per fronteggiare l’ ansia, l’angoscia, e quali non siano al momento attivabili.
I test psicologici come strumento diagnostico
Non vi è dubbio che i test possono essere un validissimo strumento nelle mani di uno psicologo clinico o uno psicoterapeuta. La loro principale funzione è quella di permettere una precisa diagnosi nelle fasi iniziali della relazione terapeutica. Questo consente di conoscere velocemente l’altro ed allo stesso tempo di disconoscerlo come portatore di patologia.
Vi rimando ad un articolo più completo per la distinzione tra diagnosi medica, psichiatrica e psicologica. Al momento sintetizzo e semplifico il concetto. Il processo diagnostico è fondamentale come strumento di conoscenza dell’altro attraverso metodi, teorie e tecniche. Il medico formula la sua diagnosi esaminando i sintomi e le prove biologiche, da qui tenta di risalire alla causa (la malattia) che gli ha causati. Lo psichiatra compie una ulteriore indagine, è per lui importante conoscere il vissuto del proprio paziente (quello che prova, quello che pensa) prima di formulare un giudizio. Lo psicologo, infine, non è interessato ad incasellare in un etichetta il proprio cliente. Per lo psicologo, la diagnosi è uno strumento attraverso il quale si cerca di distinguere le parti funzionali da quelle disfunzionali ed individuare il quando, il come ed il perché queste di palesino. Per la distinzione tra psicologo, psichiatra e psicoterapeuta vi rimando a questo articolo.
Test psicologici sono scientificamente fondati?
Avete trovato un test su internet che vuole svelare la vostra personalità scegliendo tra 6 diverse fotografie? State rispondendo ad un test trovato su una rivista che vi fa scegliere tra 3 diverse risposte, che valgono un diverso punteggio, e vi promette di dirvi quanto siete bravi in amore? Se vi state divertendo consapevoli della infondatezza scientifica di questi test, allora continuate pure. Se state cercando di conoscervi meglio e volete basare alcune decisioni sui risultati di questi test psicologici, allora fermatevi immediatamente.
I test psicologici misurano in modo standardizzato e statisticamente valido i comportamenti e/o le funzioni della mente.
Devono esserci delle condizioni di somministrazione standardizzate e una modalità fissa si attribuzione dei punteggi.
I test devono essere validati, ossia capace di misurare la variabile per cui è stato costruito.
E’ fondamentale che il test sia attendibile, ossia che se somministrato più volte alla stessa persona in circostanze diverse, dia sempre lo stesso risultato.
E’ un processo lungo e complicato. Una volta ideato un test, è necessario che questo sia validato scientificamente e statisticamente, ossia che misuri esattamente quello che intende misurare e che sia possibile ripetere le stesse condizioni del test ed ottenere gli stessi risultati. Se, ad esempio, voglio misurare l’intelligenza, devo prima definire cosa significhi per me intelligenza, se esistano o meno varie forme di intelligenza e come intendo procedere per indagarle e quantificarle. Devo poi accertarmi che i dati da me collezionati siano statisticamente rilevanti (ci siano dei parametri standard di riferimento), sia quindi possibile comparare due differenti test sull’intelligenza e trovare delle convergenze.

Un esempio di validità di un test psicologico
Proviamo a fare un esempio. La validità di un test di intelligenza come la WAIS è dovuta ad un insieme di fattori:
cosa vuole misurare il test e per chi è stato ideato
Voglio misurare l’intelligenza negli adulti, per i bambini dovrò usare un test diverso.
quale è il modello teorico a cui si riferisce l’intero test
L’intelligenza è multifattoriale: è l’insieme di capacità di astrazione, di cultura, di logica, capacità linguistiche, matematiche, memoria ecc.
quale è la proporzione dei vari sottoinsiemi che compongono il test
Metà delle prove sono verbali, l’altra metà si riferiscono ad aspetti di performance.
quali sono le caratteristiche degli stimoli proposti dal test (domande a risposta aperta o multipla? Disegni? Compiti di logica?)
Domande di cultura generale aperte, ricostruzione di storie figurate, puzzle, esercizi di ripetizione di cifre per la memoria ecc.
quale è il sistema di attribuzione dei punteggi o come si decodificano i risultati
Vi è un punteggio standard per ogni singola prova che può essere modificato dall’età del soggetto e dal tempo di risposta.
quale è la durata di ogni singola prova che costituisce il test?
Variabile a seconda della singola prova, alcune a tempo altre no.
Di certo non vi potete aspettare un tale livello di accuratezza teorica e fondatezza scientifica nei vari test online, ma purtroppo neppure in alcuni test utilizzati dai professionisti del settore. Non tutti i test sono uguali, e non tutti sono ugualmente validi.
Conclusioni sui Test psicologici
I test psicologici possono essere un ottimo strumento di conoscenza che lo psicologo ha nel suo repertorio professionale.
L’attenzione deve essere posta nella scelta del test da utilizzare in base allo scopo del suo intervento. Applicare un test di intelligenza in un colloquio di lavoro e quantomeno una prassi inadeguata, ma è fondante se si sta svolgendo una perizia legale atta a stabilire la capacità di intendere. Uno psicologo alle prese con la selezione del personale non ha interesse a sondare il rapporto con la sessualità del candidato al lavoro, ma piuttosto può cercare di capire la sua capacità di lavorare in gruppo e di prendersi delle responsabilità. In ambito clinico, però, la sessualità è spesso un tema cardine dell’intervento e non avere indicazioni su di essa sarebbe una grave mancanza. I test in ambito clinico sono utilizzati per accelerare il processo di conoscenza, ed è sempre preferibile l’utilizzo di una batteria di test piuttosto di un singolo test. Questo dà la possibilità di inquadrare da più punti di vista la complessità dell’ altro non più ridotto a semplice etichetta diagnostica, ma come essere unico e specifico.
Bibliografia
Boncori, L. (1993), Teoria e tecnica dei test, Bollati Boringhieri, Torino






Scrivi un commento
Devi accedere, per commentare.